Home > Valparma Hospital News > IL PIEDE E LA CHIRURGIA MINI-INVASIVA

È un’opera d’ingegneria, una macchina sofisticata da cui parte il benessere di tutto il corpo:  26 ossa, 42 articolazioni, 33 muscoli e legamenti che ad ogni passo si fanno carico di una pressione tre volte superiore al peso del nostro corpo. Nel corso dell’evoluzione della specie e, in particolare, nel passaggio dalla quadrupedia alla stazione bipede, il piede ha subito modificazioni strutturali che ne hanno consentito l’adeguamento alle funzioni necessarie alla stazione eretta. Da tale complessità deriva il considerevole numero di patologie che lo interessano: dalla caviglia alle dita, si considera che i quattro quinti della popolazione mondiale sia affetta da patologie al piede. Meglio prendersene cura.

 

Il piede e le sue patologie

Di Maria Cristina Facchini

Medico chirurgo, specialista in ortopedia e traumatologia

 

Le moderne tecniche operatorie introdotte nella chirurgia del piede permettono di risolvere o alleviare disturbi più o meno gravi, assicurando il ripristino delle caratteristiche biomeccaniche e anche la ricostruzione di un’estetica del piede equilibrata e armoniosa. Ecco le principali patologie e gli interventi specifici che vengono attivati al Valparma Hospital.

Un piede doloroso o non funzionale predispone a un cattivo appoggio che dà origine a squilibri posturali e a dolori secondari alle ginocchia e alla schiena. Il piede, infatti, è l’organo di controllo antigravitario e attraverso la sua ampia area di rappresentazione sensitivo-propriocettiva a livello corticale ci fa mantenere la stazione eretta e spostare nello spazio per relazionarci con il mondo camminando o correndo.

Il modo in cui il piede appoggia al suolo e il carico del peso corporeo che deve sostenere è dunque importante per una corretta deambulazione priva di dolore. Il piede, inoltre, è la pompa periferica della nostra circolazione per cui un buon appoggio e l’abolizione del dolore favoriscono una buona circolazione e ossigenazione dei diversi organi e dei tessuti.

Le patologie dolorose del piede

Frequenti e spesso mal curate e trascurate le patologie dolorose del piede sono tante:

  • Alluce valgo
  • Alluce rigido
  • Metatarsalgie
  • Dita a martello
  • Dita in griffe
  • Clinodattile
  • Calli dolorosi
  • Fasciti plantari
  • Speroni calcaneari
  • Piede piatto o cavo
  • Malformazioni congenite
  • Piedi diabetici, neurologici e reumatoidi
  • Piede dello sportivo

Un team di esperti

Un’accurata e attenta valutazione di équipe può aiutare a risolvere in modo efficace e in tempi ridotti le patologie dolorose del piede. Il lavoro di squadra, infatti, è un perfetto puzzle di competenze differenti che, dalla diagnosi alla cura fino agli interventi di riabilitazione, ottimizzano il risultato clinico di ciascun paziente. Podologo e tecnico ortopedico guidano il paziente in un percorso di prevenzione e, nella maggior parte dei casi, curano un buon numero di disturbi attraverso toilette accurate, l’uso di plantari e di calzature adeguate con materiali innovativi. Oltre alla visita, l’esame baropodometrico, in statica e dinamica, completa poi il loro lavoro e consente di stabilire gli appoggi eccessivi e i carichi sbagliati che devono essere corretti.

Lo step successivo è quello del fisioterapista che interviene con trattamenti adeguati ad attenuare il dolore dell’infiammazione. Il massaggio e gli esercizi passivi e attivi e posturali stimolano la circolazione, la propriocettività, l’articolarità dei vari segmenti e la corretta postura durante la deambulazione.

Inoltre, è di particolare importanza una mirata valutazione ecodoppler e una visita vascolare per escludere patologie circolatorie e affrontarle in modo corretto, in caso fossero presenti.

Alla fine del percorso l’ortopedico (in sinergia con il resto del team) elabora una diagnosi e, in base al tipo di patologia individuato, indicherà quale trattamento seguire e, qualora lo ritenesse necessario, procedere con la correzione chirurgica.

Ad affiancare la chirurgia open tradizionale e necessaria per alcune patologie, esiste da alcuni anni la chirurgia con tecnica mini-invasiva e percutanea. È poco dolorosa, non lascia cicatrici e il recupero post operatorio è più veloce, con risultati funzionali migliori.

 

La chirurgia mini-invasiva del piede

I casi resistenti ai trattamenti descritti, quelli in cui la deformità, il dolore e la limitazione funzionale non permettono una buona deambulazione devono essere valutati dall’ortopedico e trattati chirurgicamente. La nuova tecnica percutanea mini invasiva del piede permette di risolvere e guarire molteplici patologie del piede con ottimi risultati e soddisfazione da parte del paziente.

Per seguire l’intervento vengono utilizzati mini-bisturi per gli accessi cutanei e per le detensioni tissutali e piccole frese di diversi diametri e lunghezze che limano, modellano e tagliano l’osso in modo da eseguire osteotomie correttive:

  • L’intervento si esegue in anestesia locale senza alcun dolore. Anche le iniezioni sono indolori
  • L’intervento è in regime di day-surgery, rientrando a casa alla sera
  • Non si utilizza il laccio emostatico con beneficio circolatorio e tissutale
  • In genere non vengono applicati mezzi di sintesi (viti, cambre, placche o fili metallici) evitando così intolleranze e permettendo di operare anche i pazienti allergici a questi materiali
  • L’invasività cutanea è minima e non permangono cicatrici
  • Le complicanze sono ridotte
  • Il dolore post operatorio è minimo
  • È possibile camminare subito dopo l’intervento con carico completo e l’utilizzo di una scarpa postoperatoria piana
  • Il recupero funzionale è veloce e permette di rientrare al lavoro e guidare l’auto nel giro di poche settimane (per alcune attività sedentarie anche dopo pochi giorni)
  • Prognosi e guarigione sono di circa tre mesi, quanto l’intervento tradizionale: il tempo biologico per il riequilibrio dei tessuti è il medesimo
  • I risultati funzionali e estetici sono ottimi

 

Prima e dopo l’intervento

Il dolore post operatorio è di solito minimo e ben controllato. Pochi farmaci antinfiammatori e antidolorifici prescritti per 3/5 giorni successivi sono sufficienti. L’eparina viene consigliata per un paio di settimane per prevenire il rischio trombo embolico e la terapia antibiotica per tre giorni.

Prime 3 settimane

Ci si muove con scarpa postoperatoria piana per tre settimane alternato ad arto elevato più volte al giorno. Inoltre sono prescritti esercizi auto assistiti di flesso-estensione di caviglia, ginocchio e anca per almeno 3 volte al giorno. È importante anche un massaggio con pallino attivo alla pianta del piede da subito per 10 minuti e tre volte al giorno. I bendaggi si rinnovano una volta a settimana.

Dopo 3 settimane dall’intervento

Per muoversi si può iniziare ad utilizzare una scarpa comoda con una suola piatta e morbida per un paio di mesi. Alla notte, invece, va indossato un tutore articolato per alluce valgo e una protezione morbida durante il giorno per due mesi. Se servono, cerottaggi correttivi di seta da autorinnovarsi. A questo punto si può iniziare anche il percorso fisioterapico con controlli clinici periodici su appuntamento.

Dolorosa sporgenza: alluce valgo

Tra tutte le patologie del piede è senz’altro la più diffusa patologia a carico del piede. Chi maggiormente ne soffre, sono le donne (dieci volte più dell’uomo), in genere in età matura, soprattutto in casi di ereditarietà.

Una patologia complessa che coinvolge sia le patologie ossee delle articolazioni (1° metatarsale, falangi, sesamoidi), sia tendini (estensione, flessione, adduttore e abduttore dell’alluce), sia la capsula articolare (tessuto che riveste l’articolazione).

Si caratterizza per lo spostamento verso l’interno del I° metatarsale con contemporanea deviazione laterale del dito, definito alluce valgo metatarso-falangeo o prossimale. È possibile anche una deviazione laterale della falange ungueale dell’alluce rispetto alla prima falange: in questo caso si parla di alluce interfalangeo o distale.

La storia naturale dell’alluce valgo evolve verso una progressiva accentuazione della deviazione con una possibile comparsa di patologie correlate. La terapia chirurgica è spesso l’unica soluzione. Le terapie conservative presuppongono plantari, tutori, una fisioterapia adeguata a risolvere il quadro infiammatorio.

Centro clinico per la cura del piede

Il Valparma Hospital è oggi in grado di offrire un servizio completo della cura del piede efficiente e completo. Dalla prenotazione iniziale fino alle visite di controllo finali, passando per diagnosi, chirurgia mini invasiva e fisioterapia di recupero tutto si effettua all’interno dell’ospedale. Un percorso seguito da specialisti che assicura qualità, tempi di esecuzione rapidi e la possibilità di essere seguiti per l’intero percorso dalla stessa equipe medica. Il centro comprende:

  1. un ambulatorio podologico
  2. -medici ortopedici specializzati in micro chirurgia del piede
  3. -percorsi operatori agevolati (pre-ricovero, visita anestesiologica, centro prelievi, laboratorio analisi)

IL RECUPERO POST OPERATORIO

Di Nicolo’ Tridente

Fisiatra

Fiore all’occhiello del Valparma Hospital, la riabilitazione garantisce un completo ventaglio di servizi: tecnologia e competenza professionale caratterizzano il percorso di recupero neuromotorio, ortopedico e di cura del piede completo.

 Il Centro clinico per la cura del piede del Valparma hospital ha messo a punto programmi di recupero postoperatorio completo: l’equipe di fisioterapisti in collaborazione con fisiatri e ortopedici specializzati seguono il paziente fino alla completa guarigione con sedute di idrokinesi, massaggi, linfodrenaggio, percorsi vascolari in acqua e magnetoterapia. Check e controlli medici in progress verificano l’evoluzione del recupero.

 

Il percorso fisioterapico

1-    3 sedute settimanali per 3 settimane a giorni alterni:

-ciclo di ultrasuoni ad immersione

-ciclo di massaggio linfodrenante e mobilizzazione delle dita passive e attive

-esercizi propriocettivi e posturali portando gradualmente il carico al primo raggio durante il passo

-percorso vascolare in acqua (camminare dentro acuta calda e acqua fredda in modo alternato) dopo il secondo mese dall’intervento

2-    Terapia fisica antalgica, individuale e diversa in relazione al singolo caso: tecar, ultrasuoni, ionoforesi, pressoterapia, idromassaggio, magnetoterapia ecc.

3-    A domicilio, idromassaggio con acqua tiepida e bicarbonato alla sera per 20 minuti e proseguire con il massaggio plantare con pallina

PLANTARI, TUTORI, CALZATURE ORTOPEDICHE

In collaborazione con Centri Specializzati il Valparma Hospital realizza prodotti ortopedici, anche su misura: dai plantari alle calzature ortopediche, tutori e protesi. Un percorso completo che inizia e si conclude al Valparma Hosputal per garantire ai pazienti la migliore assistenza possibile, accompagnandoli dalla diagnosi alla guarigione.