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Arrivano le vacanze, i viaggi all’estero e con questi, i piccoli e grandi inconvenienti dei viaggiatori. Partire più sicuri e protetti è possibile: leggete i consigli del dottor Claudio Gatti, medico specialista in Medicina Interna.

Cosa è necessario conoscere:
1. Paese/i di destinazione
2. Tipo di viaggio e modalità di alloggiamento
3. Periodo dell’anno
4. mezzo del viaggio
5. Età, stato di salute, gravidanza, assunzione di farmaci
6. cosa mettere in valigia
Paese di destinazione: Europa o Paesi Extraeuropei

Si consiglia di consultare il proprio medico di fiducia con anticipo sufficiente, (almeno un mese ed in certe situazioni particolari anche fino a tre-sei mesi prima) per ottenere le informazioni di carattere sanitario circa la necessità di vaccinazioni (o richiami) obbligatorie o raccomandate dall’OMS
Infezioni gastrointestinali – Costituiscono uno dei rischi più frequenti per i viaggiatori internazionali.

Consigli :
• Bere sempre acqua o bevande imbottigliate (assicurarsi che il tappo sia originale) o in lattina
• lavarsi sempre bene le mani con acqua e sapone

Da non bere o mangiare:
• Carne cruda o poco cotta, carne fredda
• Vegetali crudi o insalate a meno che non siate certi della pulizia; cibi normalmente coltivati al suolo, potrebbero essere contaminati da feci utilizzate per concimare; frutta che non si possa pelare o che non si possa lavare con acqua potabile possibilmente contenente cloro
• Pesce o frutti di mare crudi o poco cotti (ostriche, vongole, mitili, granchi)
• Latte non pastorizzato, formaggi o gelati di incerta provenienza, uova crude o poco cotte (maionese, salse)
• Assicurarsi che il cibo sia appena cotto e non riscaldato.
• Evitare assolutamente cibi conservati dopo cottura per più di 2 ore anche se refrigerati
• Acqua non certamente potabile
• Usare acqua sicura anche per lavarsi i denti
• Non utilizzare il ghiaccio
• Non bere dal rubinetto, da pozzi o da torrenti se non è possibile purificare l’acqua con metodo sicuro
• Non acquistare generi alimentari e bevande da venditori ambulanti
• Evitare i ristoranti nei quali non sia curata l’igiene
• Curare con scrupolo l’igiene personale soprattutto prima dei pasti

DIARREA del VIAGGIATORE – è un evento molto comune: circa il 20-50% dei viaggiatori verso paesi caldi manifestano un episodio diarroico, di solito breve (meno di 48-72 ore) e di gravità limitata. Le cause possono essere molteplici: batteri, virus, parassiti, ma talora anche lo stress del viaggio, il cambio dell’alimentazione, il clima, l’altitudine possono scatenare una diarrea associata a dolori addominali, nausea, malessere generale e talora febbre. I sintomi si manifestano in genere nei primi giorni (2 settimane), ma possono insorgere in qualunque momento del viaggio. In caso di diarrea è importante evitare la disidratazione. Gli antidiarroici e gli antiperistaltici sono controindicati nei bambini di età inferiore ai 3 anni, inoltre possono produrre effetti indesiderati anche negli adulti. In caso di sintomatologia acuta è pertanto preferibile consultare un medico.

COLPO DI SOLE E DI CALORE
Il colpo di sole – compare dopo una lunga esposizione ai raggi solari. Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea. Compare febbre. La prima cosa da fare è portare la persona colpita in un luogo fresco, ombroso e ventilato e farla sdraiare, tenendole le gambe sollevate rispetto al resto del corpo.
Immergere un lenzuolo o un grande asciugamano in acqua fredda e poi avvolgervi la persona per farle sentire un immediato benessere. Se è possibile, è ancora meglio riempire una vasca d’acqua fredda e farvi distendere il colpito. Consigliabile anche una borsa di ghiaccio sulla testa: tutti i provvedimenti hanno lo scopo di far abbassare la temperatura del corpo.
Se dopo circa mezz’ora di “trattamento refrigerante” la temperatura non scende, è assolutamente necessario chiamare un’ambulanza per il trasporto al Pronto Soccorso.
Il colpo di calore – è il severo disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità ed alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi.
Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole. Inizia con un senso di irrequietezza, cefalea, brividi, tachicardia, sintomi gastrointestinali, orripilazione, ronzii agli orecchi. La temperatura del corpo raggiunge e supera i 41° C. Al più presto possibile si deve chiamare un’ambulanza.
Norme comportamentali:
• Evitare di esporsi a lungo al sole
• Evitare l’attività fisica moderata-intensa specie durante le ore più calde ed al sole: fino a che non si è acclimatati perfettamente è consigliabile non fare sforzi fisici per più di 30-90 minuti a giorno; evitare comunque sempre le ore più calde del giorno
• Indossare abiti adatti al clima, leggeri, ben ventilati, ampi, evitare sintetici (nylon)
• Indossare un copricapo a tesa larga (in particolare le persone ipertese)
• Bere abbondanti quantità di liquidi (con sali di potassio) per evitare la disidratazione. Bere anche se non abbiamo sete, il calore ed il sudore ci portano a perdere più liquidi che dovranno essere reintegrati.
• evitate bevande a contenuto alcolico, bevande fredde o ancor peggio ghiacciate
• Pasti leggeri ricchi di verdura e frutta (ricordiamo le norme igieniche)
• In caso di caldo molto intenso è consigliabile salare maggiormente i cibi
• usare occhiali da sole

MALATTIA D’ALTA QUOTA
La si chiama “mal di montagna” si tratta di una patologia dovuta all’altezza mal tollerata dal nostro organismo, oltre certi limiti ed in particolari condizioni climatiche o soggettive.
Fino a 3.000 metri ci troviamo nella cosiddetta “zona indifferente”: non si avverte sensibilmente la mancanza di ossigeno da parte di soggetti sani; individui affetti da broncopneumopatie, cardiopatie, anemia, ipertiroidismo, possono non tollerare anche altitudini inferiori ai 2.000 m. Ad altitudini maggiori è necessaria acclimatazione ed allenamento. Il Mal di montagna si manifesta con cefalea, associata ad uno dei seguenti sintomi: anoressia, nausea, vomito, insonnia, vertigini, astenia. L’edema cerebrale è la fase successiva più grave ed è caratterizzato da atassia (incapacità di coordinazione), alterazioni della coscienza, paralisi dei nervi cranici, allucinazioni a cui può seguire un edema polmonare. Cosa fare ai primi sintomi? riposo assoluto alla comparsa dei primi sintomi. Astensione da ogni ulteriore ascesa. Se persistono anche dopo il riposo o se insorgono sintomi maggiori scendere immediatamente di quota di almeno 500-1.000 metri e se non fosse possibile, avvisare i soccorsi ed un medico.
La prevenzione di questa malattia si basa sull’acclimatazione: si intende un adeguamento alle condizioni dell’alta quota tale da indurre un senso di benessere fisico e psichico a riposo e da permettere di compiere sforzi muscolari di un certo grado senza stancarsi. L’acclimatazione richiede tempi lunghi negli individui non allenati, possono essere necessarie fino a 2-3 settimane.

LA VALIGIA DEL VIAGGIATORE
Prima di intraprendere un viaggio è consigliabile procurarsi tutti i farmaci più utili perché alcuni di essi potrebbero essere indisponibili. Riassumendo, la valigia del viaggiatore dovrebbe contenere:
• medicinali di uso personale (antipertensivi, ipoglicemzzanti etc)
• disinfettanti e prodotti per medicazione (cerotti, cotone, bende, forbici, siringhe, spille di sicurezza, termometro)
• antipiretici antinfiammatori per combattere febbre, nevralgie, dolori muscolari leggeri
• sali per reidratazione orale, antidiarroici
• prodotti antizanzare, antibiotici, pomate antistaminiche o cortisoniche contro punture di insetti e/o scottature solari
• antichinetosici contro mal d’auto, d’aereo, di mare
• antibiotici ad ampio spettro