Buone pratiche per un intestino felice

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Dr. Giancarlo Colla, Medico Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Si dice sia il nostro secondo cervello, con un tessuto neuronale autonomo capace di elaborare sensazioni e fissare emozioni come gioia e dolore. È l’intestino uno degli organi più importanti del nostro corpo.

Tra le sue pareti si trovano oltre cento milioni di neuroni capaci di gestire le attività intestinali che si collegano al cervello per l’intermediazione del sistema nervoso vegetativo: cervello e pancia comunicano in entrambe le direzioni. Se lo stress può influire sul funzionamento delle attività intestinali, i disordini intestinali possono causare stress.

Il nostro apparato gastrointestinale, è colonizzato da diversi ceppi di microrganismi che costituiscono il microbiota intestinale, ossia l’insieme dei microorganismi , un “super-organismo”, composto da un numero di batteri pari a 6 volte il totale delle cellule che compongono l’intero corpo umano e da almeno quattro milioni di tipi di batteri diversi, il cui equilibrio  o disequilibrio influenza le funzioni del sistema immunitario e metabolico. 

I principali batteri che popolano l’apparato sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme svolgono funzioni per noi essenziali. 

Per mantenere in salute l’intestino è bene condurre uno stile di vita sano e una dieta equilibrata, povera di grassi  e ricca di fibre, bere circa  due litri di acqua al giorno e svolgere una regolare attività fisica, mentre gonfiore, dolore, stipsi sono segnali che qualcosa non va.

Stipsi, dai sintomi ai rimedi

È una problematica molto frequente che interessa circa il 15% della popolazione, in particolare le donne, e aumenta con l’avanzare dell’età. È più frequente in chi è depresso o stressato. La stipsi o stitichezza indica una difficoltà nell’espletamento della funzione intestinale, che cambia da persona a persona e può variare da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana.

La prima indicazione è sempre quella volta a cambiare lo stile di vita e le abitudini alimentari. In particolare, è importante la giusta quantità di acqua e fibre. Una buona idratazione aiuta a rendere le feci morbide, mentre le fibre sono importatnti per permettere all’intestino di lavorare con regolarità. Il giusto apporto si aggira intorno ai 20-35 grammi al giorno: tra le fibre utili ci sono quelle solubili (mucillagini di psillio o glucomannano) e quelle insolubili (metilcellulosa, crusca). Altrettanto importante è l’esercizio fisico regolare.

Sindrome da malassorbimento

Le sindromi da malassorbimento intestinale sono un gruppo di patologie a carico dell’apparato digerente. Sotto questa definizione sono classificati tutti i casi di transito deficitario dei prodotti della digestione dall’apparato gastrointestinale al sangue. I sintomi principali dei malassorbimenti intestinali sono diarrea, dolori addominali, spossatezza e perdita di peso. Tra le cause principali c’è la celiachia, che si tratta prescrivendo una dieta alimentare priva di glutine.

L’idrocolonterapia: il lavaggio profondo dell’intestino.

La praticavano già gli egizi, 3000 anni fa e consiste in un vero e proprio lavaggio, un’irrigazione. Lo scopo è di migliorare le funzioni del colon, eliminando tossine e residui della digestione rimasti tra le pareti e le anse dell’intestino. 

Una pratica antica senza effetti collaterali negativi che non ha però evidenze scientifiche che possano avvalorarne la prescrizione in soggetti sani. L’unica indicazione con valenza medica è quella riservata ai pazienti allettati per patologie neurologiche come tetraplegia, Sla e altre ancora.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email