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Correggere i Difetti Visivi

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E’ attraverso gli occhi che il nostro organismo raccoglie l’80% delle informazioni che ci arrivano dall’esterno. Una ricchezza da preservare con cura e attenzione, intervenendo laddove necessario su difetti che compromettono la corretta funzionalità della vista. Ce ne parla il dottor Renzo Carpi, oculista.

La chirurgia refrattiva

Miopiaipermetropiaastigmatismo e presbiopia: sono i più comuni difetti visivi. Su questi disturbi si può intervenire con tecniche diverse, a seconda della gravità e del tipo di vizio di refrazione e in base alle caratteristiche degli occhi del paziente.

Gli interventi di chirurgia refrattiva si suddividono in tecniche corneali e tecniche intraoculari. Il primo gruppo include interventi con il “ laser ad eccimeri”, che agisce sulla superficie corneale modificandone la curvatura e, più recentemente, con il “laser a femtosecondi” , che agisce  all’ interno dello spessore corneale.

Appartengono, invece, al secondo gruppo gli impianti intraoculari di lente “fachica”: consistono nell’introdurre delle lentine all’interno dell’occhio, generalmente inserite dietro l’iride e davanti al cristallino, mantenendo integro il cristallino.

Queste lentine, sono in grado di correggere tutti i difetti refrattivi: miopia, ipermetropia ed astigmatismo, anche molto elevati, pertanto questo tipo di intervento  è consigliabile nei casi in cui è impossibile correggere il difetto tramite l’uso del laser.

Gli interventi di correzione dei difetti visivi sono sconsigliati prima della stabilizzazione del difetto da più di un anno e comunque va attentamente valutata l’idoneità dell’occhio al trattamento laser o all’impianto attraverso una serie di approfonditi esami specifici.

 COME CORREGGERE UN VIZIO DI REFRAZIONE

La cornea possiede circa il 60% del potere refrattivo dell’occhio (40 diottrie): questa capacità di variare la direzione dei raggi luminosi facendoli convergere sulla retina è dovuta alla sua curvatura. La chirurgia refrattiva effettuata col laser, variando lo spessore corneale, mira a fare in modo che le immagini giungano a fuoco sulla retina. Si può riassumere dicendo che, per correggere la miopia, dobbiamo appiattire la cornea, mentre per la correzione dell’ipermetropia bisogna aumentarne la curvatura.

QUANDO FARE L’INTERVENTO 

L’età migliore per sottoporsi all’intervento di chirurgia refrattiva è compresa tra i 20 e i 40 anni, in quanto prima dei 20 anni i difetti di vista possono ancora peggiorare sensibilmente e, dunque, vanificare il trattamento. Dopo i 40 anni compare la presbiopia e si corrono maggiori rischi di soffrire di occhio secco, aumentando quindi il rischio di una sensazione di fastidio successiva all’operazione.

Chirurgia della cataratta

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio. L’opacizzazione si sviluppa con l’invecchiamento e svariati fattori ne favoriscono l’insorgenza e la progressione: diabete, miopia, esposizione alle radiazioni solari, fumo. Non esistono terapie realmente efficaci per la cataratta, ma solo chirurgiche.

Lo specialista esegue l’intervento in anestesia topica, con la somministrazione di un collirio anestetico, in regime ambulatoriale: il paziente può tornare a casa appena dopo l’intervento. L’intervento viene eseguito frantumando la cataratta con ultrasuoni (facoemulsificazione), aspirandone i frammenti ed inserendo al suo posto un cristallino artificiale (IOL: lente intraoculare).

Esistono attualmente vari tipi di cristallino artificiale, alcuni estremamente sofisticati permettono la correzione del difetto refrattivo preesistente (miopia, ipermetropie ed astigmatismo) e della presbiopia.

Chirurgia del glaucoma

Il glaucoma è una grave patologia caratterizzata dal danno progressivo del nervo ottico causato per lo più da un aumento della pressione intraoculare.

Quando la terapia medica o l’eventuale trattamento Laser (iridotomia o trabeculoplastica) si dimostrano non più in grado di controllare la patologia, si deve ricorre alla chirurgia.

Gli interventi praticati dallo specialista sul glaucoma sono:

– Iridectomia: asportazione di una piccola parte della base dell’iride per favorire la circolazione dell’umore acqueo

– Trabeculectomia: creazione di una via di deflusso dell’umore acqueo attraverso una perforazione della sclera al di sotto della congiuntiva.

– Sclerectomia profonda: creazione di una sorta di camera di decompressione senza perforare la sclera.

Qualora fosse presente una cataratta, questa viene asportata, con il successivo impianto del cristallino artificiale, all’inizio dell’intervento per il glaucoma (intervento “combinato”).

Questi interventi vengono eseguiti in anestesia topica (instillazione di colliri anestetici), in regime ambulatoriale.

Alta tecnologia: il Tomografo Ottico Computerizzato

Innovativo e non invasivo, è uno strumento diagnostico all’avanguardia che ha rivoluzionato il mondo dell’oculistica. Permette di ottenere delle scansioni corneali e retiniche molto precise e dettagliate, grazie alle quali è possibile formulare una diagnosi precoce per molte patologie. Consente, inoltre, di analizzare la retina riuscendo ad osservarla in tutti i suoi strati con diagnosi molto fini e immediate, attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa.

Come funziona

Si scattano fotografie della retina sfruttando il riflesso dei raggi laser infrarossi inviati su di essa. Il principio è simile a quello dell’ecografia, dove però le onde sono acustiche. Basata sull’interferometria a luce bianca o a bassa coerenza, un fascio laser privo di radiazioni nocive viene impiegato per analizzare le strutture oculari soprattutto retiniche e corneali mediante sezioni ad alta risoluzione. L’esecuzione è semplice e veloce dura pochi secondi.

A cosa serve

E’ una metodica di imaging che consente la diagnosi e il follow-up di numerose patologie corneali e retiniche come ad esempio la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica e il glaucoma, un esame indispensabile nella diagnosi preoperatoria e nel follow-up postoperatorio della gran parte delle patologie oculari che necessitano di un intervento chirurgico. Trattandosi di un esame digitalizzato consente di mettere a confronto gli esami eseguiti nel tempo dal paziente, fornendo delle mappe differenziali.

PER QUALI PATOLOGIE È INDISPENSABILE

  • degenerazione maculare legata all’età
  • membrane epiretiniche
  • edema maculare
  • retinopatia diabetica
  • corioretinopatia sierosa centrale
  • glaucoma
  • fori maculari (in questo caso l’OCT permette di riconoscere i diversi stadi evolutivi ed è, quindi, utile anche per la prognosi).
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