Cos’è l’ Isteroscopia? E a cosa serve?

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Dr. Roberto Benatti Medico Specialista in Ginecologia

L’isteroscopia è una procedura ginecologica di tipo endoscopico che consente di valutare dall’interno lo stato di salute dell’utero – in particolare della cavità uterina, del canale cervicale e dell’endometrio – e, in caso di bisogno, di intervenire chirurgicamente, al fine di curare una condizione patologica. Si esegue in ambulatorio o in Day surgery: è una procedura sicura, quindi a basso rischio. Chi si sottopone a questo esame può tornare a svolgere le proprie attività quotidiane già dal giorno seguente.

L’esame dura una quindicina di minuti e prevede l’inserimento nella cavità uterina dell’isteroscopio, un tubo che, grazie a una telecamera e un sistema di collegamento a un monitor, funge da sonda esplorativa dell’utero e delle cervice.

A cosa serve :

  • Accertare la presenza di fibromi o polipi uterini, o aderenze intrauterine (sindrome di Asherman);
  • Capire i motivi di un’infertilità, o indagare i motivi che portano una donna ad avere aborti spontanei ricorrenti;
  • Valutare lo stato di salute generale dell’endometrio, durante la menopausa;
  • Valutare il fenomeno dell’ iperplasia endometriale;
  • Risalire alle cause di un‘irregolarità nel ciclo mestruale, di una perdita anomala di sangue dall’utero;
  • Ricercare le cause delle mestruazioni nelle donne che hanno superato la menopausa;
  • Pianificare nei dettagli un intervento chirurgico a livello dell’utero;
  • Verificare la presenza anomala di tessuto endometriale nel miometrio (adenomiosi);
  • Accertare la presenza di un’anomalia congenita a carico dell’utero (es: utero bicorne, utero didelfo, utero setto, ecc.);
  • Prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (biopsia). Tale pratica permette di accertare la presenza di un carcinoma endometriale (un tumore maligno dell’endometrio) e stabilirne lo stadio di avanzamento.

La Preparazione

Per stabilire l’idoneità all’isteroscopia diagnostica, la possibile futura paziente deve sottoporsi a un’attenta visita ginecologica, presso lo specialista di fiducia, corredata dai seguenti accertamenti:

  • Un’ecografia transvaginale, per fornire informazioni sull’anatomia e lo stato di salute degli organi pelvici, quali canale vaginale, utero, ovaie e tube di falloppio
  • Analisi del sangue che servono a verificare la presenza o meno di eventuali disturbi della coagulazione

In determinate circostanze, l’isteroscopia diagnostica potrebbe richiedere l’anestesia locale di tipo sedo-analgesia.

Per le donne mestruate, il momento più indicato per eseguire un’isteroscopia diagnostica (ma anche quella operativa) è nei primi 7 giorni che seguono le mestruazioni. Infatti, l’esecuzione della procedura in questo periodo del ciclo mestruale consente ai ginecologi una visione migliore e più dettagliata dell’utero e delle sue cavità interne.

Recupero

Il recupero da un’isteroscopia diagnostica è alquanto rapido, tanto che la paziente può tornare alle proprie attività lavorative 24 ore dopo la procedura.

Alle donne che hanno sostenuto un’isteroscopia diagnostica, i ginecologi raccomandano l’astensione dall’attività sessuale per circa 7 giorni o, in presenza di sanguinamento vaginale, fino al termine di quest’ultimo. Si tratta di una misura precauzionale atta a prevenire le infezioni.

Rischi e Complicazioni

L’isteroscopia diagnostica è una procedura sicura per la maggior parte delle donne, il rischio di complicanze è meno dell’1%. Infatti, è molto raro che possa dar luogo a effetti avversi o, peggior ancora, complicanze.

Effetti avversi

Per effetti avversi di una procedura diagnostica od operativa, i medici intendono problematiche di lieve entità e di carattere temporaneo. Tra i possibili effetti avversi dell’isteroscopia diagnostica, rientrano:

  • lieve sanguinamento vaginale. Frutto di minime lesioni provocate dal passaggio dell’isteroscopio , lungo la cervice uterina e il canale cervicale, tale effetto avverso può durare da pochi giorni ad anche poco più di una settimana;
  • Dolore e crampi a livello addominale. Spesso, la sensazione dolorosa è controllabile con un antalgico, come il paracetamolo
  • Senso di stanchezza e/o malessere;

Complicanze

Tra le potenziali complicazioni delle procedure di isteroscopia diagnostica, figurano:

  • La perforazione uterina;
  • La perforazione vescicale;
  • Lo sviluppo di un’infezione a livello pelvico (es: metrite).

Tuttavia, secondo uno studio del Royal College di Ostetricia e Ginecologia, soltanto 8 pazienti sottoposte a isteroscopia diagnostica ogni 1.000 sarebbero oggetto di perforazione uterina e soltanto 3 pazienti ogni 10.000 andrebbero incontro a una perforazione utero-vescicale e a un’infezione pelvica.

Controindicazioni

L’isteroscopia diagnostica presenta una serie di controindicazioni, le quali, peraltro, valgono anche in caso di isteroscopia operativa. Nello specifico: ·

  • Il carcinoma al collo dell’utero;
  • Il carcinoma all’endometrio;
  • La gravidanza;
  • Gli stati infiammatori a livello pelvico, quali endometrite, metrite, peritonite pelvica, vaginite acuta e cervicite acuta.

Risultati

Se dalla procedura di isteroscopia diagnostica emerge la presenza di una grave condizione, il ginecologo informa immediatamente la paziente di ogni eventuale problematica o anomalia e le espone i possibili trattamenti. Se, invece, dall’esame ginecologico in questione non emerge nulla di significativo, i risultati sono disponibili dopo pochi giorni.

Nel caso in cui lo scopo dell’isteroscopia diagnostica fosse una biopsia dell’endometrio, i risultati di quest’ultima saranno pronti nell’arco di 10-14 giorni.

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