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Esami Osteoarticolari

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di Giulio Pasta

Le caratteristiche della nuova RMN: cosa ha in più rispetto ai macchinari precedenti

A differenza di molti altri tipi di metodiche radiologiche che prevedono l’esposizione del paziente a radiazioni ionizzanti (Tac, radiologia convenzionale), la RMN, in generale, non utilizza raggi X, ma campi magnetici molto intensi, abbinati ad impulsi di radiofrequenze. Le forze generate da questo campo magnetico inducono temporanee modifiche alla disposizione dei componenti atomici del corpo che subisce il campo.

A seconda della natura dei diversi atomi, emettono diversi segnali elettromagnetici. Questi segnali sono proprio quelli che vengono captati da apposite apparecchiature e rielaborati da un computer che permette di ottenere immagini sia sul piano trasversale del corpo, sia su piani orientati secondo altre angolazioni. Immagini che devono poi essere analizzate e interpretate da un professionista in medicina nucleare. La nuova apparecchiatura in dotazione al Valparma Hospital assicura una maggior definizione e un’ottimizzazione dei tempi di esecuzione degli esami.

Per quali patologie osteoarticolari si utilizza

Per qualsiasi patologia, come problemi articolari a ginocchia, bacino, spalla, caviglia, piede, polso, gomito, mano. Ma anche problematiche muscolo-tendinee come lesioni muscolari e tendinee.

In cosa è particolarmente utile

Nella diagnosi di tutte le patologie muscolo-scheletriche. Grazie alla maggior definizione delle immagini, la qualità dell’esame risulta migliore, permettendo di ottenere in tempi brevi un quadro preciso della patologia e quindi intervenire in modo più efficace.

Come si esegue l’esame

Durante la risonanza magnetica, il paziente viene fatto stendere su un lettino e intorno alla parte del corpo da esaminare viene posizionata una bobina, una specie di antenna che riceve le radiofrequenze. Poi, il lettino viene fatto scorrere all’interno di un grosso cilindro che genera il campo magnetico.

L’operatore esce e ha inizio l’esame. Può durare dai 20 ai 45 minuti. Il paziente dovrebbe restare tranquillo e immobile e possibilmente in silenzio per tutta la durata dell’esame.

Eventuali effetti collaterali

La risonanza magnetica non è dolorosa, tuttavia possono subentrare i seguenti effetti: il  riscaldamento di alcune parti del corpo, soprattutto nella zona in cui è posizionata la bobina.

Controindicazioni
Alle conoscenze attuali l’esame di risonanza magnetica nucleare è completamente innocuo per il nostro organismo, dal momento che non impiega radiazioni ionizzanti né sostanze radioattive, bensì un campo magnetico e onde di radiofrequenza.

Ci sono tuttavia casi in cui il campo magnetico potrebbe indurre effetti indesiderati, per cui sono esclusi dagli esami di risonanza:

  • I portatori di peacemaker cardiaco
  • I portatori di neuro stimolatori
  • I portatori di protesi con circuiti elettrici
  • Pompe per intrusione di farmaci
  • Portatori di schegge o frammenti metallici che possono spostarsi a causa del campo magnetico.
  • Donne in stato di gravidanza nei primi tre mesi.
  • Persone affette da claustrofobia o epilessia

PRIMA DELL’ESAME: ECCO COSA FARE

Occorre togliere:

  • Lenti a contatto
  • Apparecchi per udito
  • Protesi dentarie mobili
  • Cinti sanitari
  • Busti
  • Parrucche
  • Fermagli per capelli
  • Gioielli, orologi e piercing
  • Carte di credito, ogni tipo di scheda magnetica
  • Ogni oggetto o indumento contenente parti metalliche
  • Ogni cosmetico dal volto
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