Cos’è la fotoprotezione e perché è importante per la pelle

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fotoprotezione copertina

Articolo realizzato in collaborazione con la Dottoressa Stefania Pizzigoni, Medico Specialista in Dermatologia e Venereologia.

L’estate è una delle stagioni più attese dell’anno perché le persone possono trascorrere più tempo all’aria aperta, godendosi le vacanze tra mare e montagna. Un aspetto però che non deve essere trascurato è la giusta protezione della pelle, sia degli adulti che dei più piccoli. In questo articolo approfondiamo l’importanza della fotoprotezione e quali sono alcune azioni da mettere in campo per vivere l’estate in sicurezza.

Quali sono i rischi dell’esposizione solare

Il sole non deve essere considerato un nemico della pelle perché può portare molti benefici psichici e fisici. Tra questi c’è la sintesi della vitamina D, necessaria per la mineralizzazione ossea e sostegno delle nostre difese immunitarie e la liberazione di endorfine, gli ormoni del buon umore.

Nello spettro delle radiazioni solari, sono i raggi ultravioletti UVA e UVB che possono provocare ustioni solari che, se ripetute nel tempo, favoriscono la formazione di tumori cutanei. Anche l’esposizione solare cronica (rispetto a determinate attività lavorative o hobbies all’aperto) favorisce nel tempo la formazione di lesioni precancerose e cancerose cutanee. Per questi motivi è molto importante proteggere la pelle dai raggi solari fin dalla giovane età.

Che cos’è la fotoprotezione

La definizione più nota di fotoprotezione è “la protezione della pelle dagli effetti dannosi dell’esposizione solare, attraverso l’applicazione di creme e filtri”. Esistono molte preparazioni filtranti o schermanti: i filtri fisici, conosciuti anche come inorganici, agiscono riflettendo e di conseguenza disperdendo i raggi solari, mentre i filtri chimici contengono molecole organiche complesse che assorbono l’energia della radiazione solare e la restituiscono sotto forma di calore.

Le sostanze fotoprotettive, che si assumono invece per bocca come ad esempio il licopene, si depositano nelle ghiandole sebacee e nel derma e neutralizzano i radicali liberi generati con l’esposizione ai raggi UV. Le sostanze fotoprotettive assunte per bocca però non sostituiscono l’azione dei filtri.

Che cos’è il fattore di protezione solare

SPF, acronimo di Sun Protection Factor, è il fattore di protezione solare ed esprime in forma numerica la capacità protettiva che ha un prodotto nei confronti dell’eritema solare. Questo elemento è molto importante per avere consapevolezza del grado di protezione del prodotto che si utilizza nei confronti degli UVB, i più eritematogeni. Gli schermi solari moderni contengono filtri anche per gli UVA e per la luce blu (banda del visibile), anch’essa correlata alla formazione di radicali liberi e quindi all’invecchiamento cutaneo. Non bisogna sottovalutare la quantità di prodotto che si applica: “la quantità stabilita dal metodo di determinazione dell’SPF, 2 mg/cm2, corrisponde a circa 36 g -6 cucchiaini da tè- per il corpo di un adulto”.

I consigli per una corretta esposizione al sole

Ridurre le ore trascorse all’aperto non basta per avere una corretta esposizione ai raggi solari, ma gli elementi da considerare sono la stagione, le ore del giorno, la latitudine e il fototipo. Circa la metà dei raggi UVB raggiunge la terra tra le 11 e le 15, ora legale, pertanto evitare quelle ore permette di risparmiare il 50% di possibilità di fotodanneggiamento indotto dagli UVB.

Chi ha la pelle chiara (in particolare fototipi I e II) devono limitare la fotoesposizione perché possiedono meno difese immunitarie verso i raggi ultravioletti.

L’uso degli schermi solari fisici aiuta a limitare i danni da fotoesposizione: è consigliabile indossare un cappello per diminuire l’irraggiamento della testa o del viso ed utilizzare gli occhiali da sole per evitare danni oculari. Le creme solari vanno applicate anche sulle orecchie, se non sono riparate dai capelli.

Infine l’uso di cosmetici o di profumi deve essere evitato prima di esporsi al sole poiché possono contenere sostanze fototossiche o fotoallergizzanti, cioè sostanze che se associate all’esposizione solare causano dermatiti di varia entità.

L’alimentazione come alleata dell’esposizione solare

Gli antiossidanti sono utili per contrastare l’azione dannosa del sole e favorire una buona abbronzatura: alimenti come verdura, frutta, pesce e cereali ne contengono in buone dose. Inoltre si può pensare, su indicazione del proprio dermatologo, di utilizzare gli integratori alimentari a base di antiossidanti in grado di contrastare i danni da radiazioni solari. 

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