fbpx

La Menopausa, cos’è?

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Dr. ssa Beatrice Gualerzi Medico Specialista in Ginecologia

La MENOPAUSA è definita come l’assenza di flussi mestruali per 12 mesi.  L’età media in cui si verifica è 51,4 anni e si associa ad un quadro di ipoestrogenismo ed elevati livelli di FSH.

Il periodo di transizione verso la menopausa ha inizio mediamente quattro anni prima dell’ultimo flusso mestruale e include un certo numero di modificazioni che, pur appartenendo al versante fisiologico della vita, possono peggiorarne la qualità. Questa fase di passaggio, si chiama “climaterio” (dal greco klimactèr/scalino o passaggio critico) e va da prima della menopausa fino alla completa cessazione dell’attività ovarica.

L’approccio clinico e le definizioni della fase di transizione verso la menopausa sono differenti nei vari paesi del mondo. Mentre negli Stati Uniti, la perimenopausa o climaterio è definita come il periodo che precede la menopausa e nel quale si associano irregolarità mestruali a mutamenti significativi dell’equilibrio ormonale, in Italia si prende in esame separatamente premenopuasa e perimenopausa.

Premenopausa

La premenopausa –  periodo della vita delle donne compreso tra 38 e 47 anni – inizia in assoluta assenza di sintomi ed è segnata solo da alcune modificazioni ormonali. In una fase più tardiva cominciano inoltre a comparire i primi cicli anovulatori che determinano irregolarità mestruali: i flussi possono diventare più frequenti o più rari, più abbondanti o più scarsi  e possono essere responsabili di sterilità. Tutta questa sintomatologia diviene naturalmente più evidente con l’approssimarsi dell’età menopausale.

Perimenopausa

La perimenopausa – corrisponde generalmente al periodo compreso tra i 48 e i 55 anni –  ha la sua naturale conclusione nella menopausa. In questa fase sono prevalenti i cicli anovulatori mentre quelli ovulatori sono sporadici. Prevalgono periodi di oligomenorrea e possono manifestarsi saltuari fenomeni vasomotori e una lieve diminuzione della massa ossea. Qualche donna soffre di alterazioni dell’umore e delle funzioni vegetative, alcune accusano lieve irsutismo. La sterilità è ormai la norma, anche se eccezionalmente si possono verificare gravidanze (con tutti i problemi che l’età comporta).

Gli studi hanno infatti evidenziato che in perimenopausa non solo gli ormoni diminuiscono, ma lo fanno con un andamento oscillante. I livelli di ormoni in pratica sono irregolari e, in particolare, gli estrogeni seguono un andamento altalenante mentre il progesterone tende a essere quasi assente. Tale assetto ormonale determina ritardi significativi del ciclo (oligomenorrea) o al contrario mestruazioni ravvicinate (magari ogni 20-25 giorni). Si possono anche verificare episodi di amenorrea (assenza del ciclo) che dovrebbero rappresentare un avviso del mutamento in corso. Oltre alle alterazioni del ritmo dei cicli, un altro segnale di “allarme” caratteristico di questa fase è l’irregolarità della quantità di flusso mestruale che può alternare episodi di flusso abbondante e scarso.

Epidemiologia

L’età di arrivo della menopausa può essere influenzata da fattori di ordine genetico, dalle abitudini di vita (esempio il fumo), dall’etnia alla quale le donne appartengono e dalla loro storia riproduttiva. Certamente le donne che hanno una storia familiare di menopausa precoce tendono ad andare in menopausa prima delle altre . Alcuni studi sul genoma umano hanno dimostrato che esistono nel patrimonio genetico molte regioni associate con l’età della menopausa. La menopausa fisiologica tende a comparire un po’ prima dei 51 anni nelle donne caucasiche mentre più tardi in quelle ispaniche o giapponesi. Molti studi sembrano dimostrare che la menopausa arriva prima nelle donne che non hanno mai avuto figli rispetto a quelle che sono diventate madri più volte. E’ poi noto che donne che fumano, e in minore misura quelle che vivono in ambienti molto frequentati da fumatori, vanno in menopausa con due anni di anticipo rispetto alla media.  E’ possibile, anche se non ancora dimostrato, che un maggior consumo di alcol e carne possa prolungare la vita mestruale, mentre le importanti riduzioni di peso (alle quali alcune donne fanno volontariamente esperienza) siano responsabili di un anticipo della menopausa . Purtroppo al maggior parte delle ricerche epidemiologiche ha una validità limitata, si tratta infatti di indagini retrospettive caratterizzate da numerose variabili, mentre sono ancora pochi gli studi prospettici ai quali si tende a dare maggiore credibilità.

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Chiudi il menu