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L’andropausa non è l’equivalente della menopausa

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Dr. Riccardo Anceschi, Medico Specialista in Urologia, Andrologia e Medicina della Sessualità

L’Andropausa non esiste. Per meglio dire non esiste come equivalente della menopausa.

Climaterio maschile, ossia il complesso dei fenomeni di ordine fisiologico ed eventualmente psichico che vengono riferiti al declino dell’attività funzionale del testicolo. Contrariamente a quanto avviene nel climaterio femminile, in cui la scomparsa dei flussi mestruali (menopausa) costituisce un momento fisiologico chiaramente individuabile e di preciso significato, l’a. è una sindrome cronologicamente mal delimitabile.

Enciclopedia Treccani

Con il termine di “andropausa”, termine più giornalistico che scientifico, si intende in medicina l’insieme delle modificazioni organiche, ormonali e neuroendocrine che intervengono dopo la sesta decade di vita, senza una scansione predefinita nel tempo e senza macroscopiche modificazioni psicologiche e comportamentali.

Queste modificazioni coincidono nella maggior parte degli uomini, anche con la fine dell’attività lavorativa, spesso percepita come perdita del ruolo sociale, quasi un lutto.

Con l’avanzare dell’età e in questo contesto di modificazioni organico-psico-sociali l’uomo si trova a vivere in modo diverso la propria sessualità. In assenza di eclatanti situazioni patologiche conclamate, i cambiamenti riguardano la frequenza, l’eccitazione, l’orgasmo e il momento successivo. La frequenza dei rapporti si riduce con l’età, spesso l’interesse sessuale rimane, così come la funzione sessuale che continua ad essere presente anche in assenza del rapporto completo: quello che cambia è il modo fisico di viverla.

L’erezione con l’avanzare dell’età avviene più lentamente, agli uomini maturi a volte occorre qualche minuto e una stimolazione fisica diretta mentre diventano meno importanti stimoli visivi, psicologici o sollecitazioni non genitali.

È fondamentale quindi, in questo passaggio dell’età comprendere queste trasformazioni così da non considerarle un problema o peggio ancora un disturbo, come succede a molte coppie. Davanti a un’erezione non più immediata capita, erroneamente, di pensare a un “guasto” e di iniziare un lento ritiro dall’erotismo. Anziché rinunciare, basterebbe trovare una stimolazione più adeguata. Ovviamente non bisogna escludere a priori che alterazioni della funzione erettile non derivino da malattie associate a neuropatie periferiche, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, malattie neurologiche, malattie psichiatriche.

Da trattare in modo diverso, invece, il deficit erettile come conseguenza di interventi chirurgici come la prostatectomia radicale, la chirurgia del retto, la chirurgia demolitiva della vescica o interventi di chirurgia open degli aneurismi dell’aorta addominale (By pass).

La sessuologa americana H.S Kaplan (1976) riassume efficacemente il concetto “un uomo sano che sperimenta i mutamenti sopra descritti è in grado di godere dei rapporti sessuali per tutta la vita”. Per farlo basta modificare la propria idea di virilità accettando uno per uno i cambiamenti in atto. A questi va aggiunta anche la riduzione dei livelli di testosterone (riconosciuto appunto come l’ormone della virilità o del desiderio).

Il ruolo del testosterone

La diminuzione dei livelli di testosterone è dovuta all’attività dei testicoli che diventano meno responsivi allo stimolo gonadotropinico (ipogonadismo). Oltre a regolare la funzione sessuale, quindi il desiderio, il testosterone insieme ad altri ormoni regola il tono muscolare, la densità ossea, l’energia, la capacità di concentrazione e svolge una azione protettiva cardiovascolare. Quando i suoi valori sono troppo bassi, quindi patologici, il medico può intervenire somministrando terapie specifiche ripristinando i livelli di testosterone entro valori di norma. Importante per salvaguardarne il livello adeguato è anche lo stile di vita. Ciò che più di ogni altro influenza in modo negativo è il fumo di sigaretta, per cui l’insorgenza dell’ipogonadismo può essere anche più precoce rispetto ai 50 anni.

Conclusioni

Concludendo, in assenza di patologie importanti, un corretto stile di vita, un sano regime alimentare (le cellule che compongono il grasso trasformano il testosterone in estrogeno, ovvero da ormone maschile a ormone femminile), una regolare attività fisica e un peso adeguato alla propria struttura fisica sono di certo un toccasana per la sessualità, serena e completa nel “mezzo del cammin di nostra vita”.

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