Patologie della spalla: la lesione della cuffia dei rotatori

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Articolo realizzato in collaborazione con il Dottor Gabriele Campochiaro, Medico Specialista in Ortopedia e Traumatologia.

L’articolazione della spalla è una delle più mobili dell’organismo e pertanto ha bisogno di una particolare cura. Sono numerose infatti le patologie relative alla spalla non solo causate da traumi sportivi, ma anche da semplici gesti quotidiani. Un esempio è la lesione della cuffia dei rotatori: ecco di che cosa si tratta, come si diagnostica e come curarla.

Che cos’è la cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è costituita da 4 tendini che si inseriscono a livello della testa dell’omero: insieme ad un quinto tendine che dall’articolazione scende verso il gomito (capo lungo del bicipite) costituiscono il “motore della spalla“. Bisogna immaginare la testa dell’omero come una pallina da tennis e i tendini della cuffia come le 5 dita di una mano che da un lato contribuiscono a tenere la spalla all’interno della sua coppa (glena), dall’altro   permettono il movimento dell’articolazione su tutti i piani dello spazio. La spalla infatti rappresenta nel nostro corpo l’articolazione più complessa perché è dotata di grande stabilità e contemporaneamente è capace di muoversi a 360 gradi.

Come si diagnostica una lesione della cuffia dei rotatori

La lesione della cuffia dei rotatori si caratterizza per due sintomi principali che sono il dolore e la perdita di movimento e di forza. Il dolore si presenta soprattutto durante la notte ed è resistente ai normali antinfiammatori. L’impotenza funzionale può variare molto a seconda del tipo di lesione e del numero di tendini coinvolti.

La nostra struttura è specializzata nella diagnosi, nella chirurgia della spalla e nella fisioterapia riabilitativa, garantendo al paziente un percorso completo, supportato da moderne strumentazioni per la diagnostica per immagini fino al trattamento chirurgico e alla riabilitazione a cura dell’equipe medica specializzata.

Per effettuare una corretta diagnosi, durante la visita, si procede con la raccolta di diversi dati anamnestici e l’esecuzione di specifici test clinici; a questo punto diventa fondamentale associare una valutazione con esami strumentali. L’esame ecografico rappresenta il primo step per la conferma o meno della diagnosi; un ulteriore approfondimento richiederà la RMN, soprattutto se si pensa ad un intervento di riparazione.

Presso il Valparma Hospital sono disponibili tutte le strumentazioni diagnostiche necessarie per una corretta diagnosi:

  • l’esame radiologico che ha una sua importanza in caso si sospetti una quadro artrosico;
  • l’esame ecografico fondamentale per la diagnosi differenziale nella patologia di cuffia;
  • la Risonanza Magnetica Nucleare ad alta definizione per avere un quadro ancora più accurato in caso di lesione di cuffia, fondamentale per studiare i passi di un eventuale intervento chirurgico.

Quali sono i pazienti più comuni per questa patologia

La lesione della cuffia dei rotatori presenta un‘incidenza molto elevata sopra i 55 anni: si stima che dopo questa età 1 persona su 10 possa avere una lesione di cuffia. Tra le più colpite sono le donne e chi esegue per lavoro continui movimenti con braccia alzate, che causano microtraumatisimi ripetuti alla cuffia dei rotatori.

Diversi sono i fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo di una lesione tendinea della cuffia: tra questi in particolare il fumo e l’obesità sono tra i più importanti, ma non bisogna dimenticarsi della familiarità e dello svolgimento di attività manuali ripetitive.

Lesione della cuffia dei rotatori: come fare prevenzione

Ogni persona può agire sui fattori di rischio conosciuti: la riduzione del fumo, il controllo del peso e dei valori di colesterolo, lo svolgimento di un’attività fisica dolce sono tutti fattori che possono aiutare a ridurre il rischio di una lesione della cuffia dei rotatori.

Inoltre è consigliabile eseguire una visita specialistica se il dolore di spalla persiste, evitando di arrivare dallo specialista quando la lesione diventa troppo grande e non è più possibile ottenere una riparazione soddisfacente.

I trattamenti per la lesione della cuffia dei rotatori

Una volta diagnosticata la lesione, il trattamento può essere conservativo o chirurgico.

La scelta dipende da diversi fattori da mettere in relazione tra loro come l’età del paziente,  il tipo di lesione, le richieste funzionali e non ultimo le aspettative del paziente.

Il trattamento conservativo si articola con un piano farmacologico adeguato e una terapia infiltrativa ecoguidata che ha l’obiettivo di togliere il dolore: segue poi una fase riabilitativa per il recupero del movimento.

Se si decide per l’intervento questo può essere eseguito nel 90% dei casi in artroscopia, cioè con una tecnica mininvasiva in cui non si apre la spalla. Utilizzando una telecamera e degli appositi strumenti, è possibile suturare il buco della cuffia.

L’intervento è sicuro: le perdite di sangue sono praticamente inesistenti, si esegue un’anestesia solo del braccio e un ricovero breve di 1-2 giorni.

La fase riabilitativa è però lunga, richiede mediamente 3 mesi: anche questa può essere svolta al Valparma Hospital che possiede tutti i mezzi e i terapisti adeguati, compresa una piscina attrezzata.

L’intervento elimina il dolore e permette il recupero di circa il 90% della mobilità articolare: il recupero della forza dipenderà molto dal tipo di riparazione che si è riusciti ad ottenere.

Scopri di più sul reparto di Chirurgia del Valparma Hospital.

Leggi anche: Patologie del ginocchio e la tecnica chirurgica dell’artroscopia

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