Sindrome dell’intestino irritabile: cause, sintomi, diagnosi e terapie

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sindrome intestino irritabile copertina

Articolo realizzato in collaborazione con il Dottor Giancarlo Colla, Medico Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.

La sindrome dell’intestino irritabile è una condizione molto diffusa e si stima che colpisca circa il 10% della popolazione e con prevalenza nel sesso femminile. Fa parte del gruppo dei disturbi funzionali gastrointestinali (DFGI) e si caratterizza per l’assenza di patologie organiche. In questo articolo andiamo ad approfondire la sintomatologia, le cause, la diagnosi e alcune terapie. 

Che cos’è la sindrome dell’intestino irritabile

Il congresso di gastroenterologia che si è tenuto a Roma nel 2016 ha stabilito alcuni criteri che definiscono questa sindrome, che sono:

  • dolore addominale ricorrente almeno 2 giorni alla settimana, negli ultimi 3 mesi, associato a 2 o più dei seguenti criteri che sono defecazione, modificazione della frequenza di evacuazione e modificazione della consistenza delle feci. 

Uno degli aspetti tipici di questa condizione quindi è l’andamento cronico che si acuisce per determinate cause ( in particolari alimentari e psicologiche ) con sintomi vari e spesso concomitanti, ma che non sempre sembrano fra loro connessi.

I sintomi dell’intestino irritabile

Tra le manifestazioni tipiche di questa sindrome ci sono il dolore e il fastidio addominale con alternanza di stipsi e diarrea che possono essere variamente associati a gonfiore, digestione difficoltosa, nausea, cistite, emicrania, affaticamento, ansia e problemi nella sfera sessuale. I sintomi possono essere più o meno intensi e acuirsi in condizioni di stress.

Le cause della sindrome dell’intestino irritabile

Non è stato identificato un singolo fattore causale poiché le cause della manifestazione della sindrome dell’intestino irritabile sono molteplici

Sono stati presi in considerazione fattori biologici tra cui alterazioni della motilità intestinale e della flora batterica, intolleranze o allergie alimentari, utilizzo cronico di farmaci, lo stress etc.

Ultimamente è emersa l’importanza dell’alterazione del microbiota, cioè dell’insieme di batteri che alberga nel nostro apparato digerente.

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi avviene per esclusione, cioè dopo aver escluso con gli opportuni accertamenti patologie organiche che possono avere sintomi simili o sovrapponibili a quelli del colon irritabile.

Nel caso siano presenti quindi sintomi di allarme come dimagrimento, sangue nelle feci, dolore persistente che non si modifica con l’evacuazione, anemia, debolezza estrema, è necessario effettuare le opportune indagini per identificarne la causa in quanto si è di fronte ad una patologia di maggiore rilevanza. 

In tal caso una visita specialistica gastroenterologica indirizzerà il paziente all’esecuzione delle indagini più appropriate ( ecografia, colonscopia, TAC, risonanza magnetica etc).

Sindrome dell’intestino irritabile: la terapia

Dopo aver identificato questa condizione in un paziente, si procede con una serie di attività che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità di vita con adeguata alimentazione, promuovendo attività fisica, introducendo una adeguata idratazione e somministrando un aumento di fibre in caso di stipsi e riducendo le stesse in caso di diarrea, associando eventualmente probiotici.

Presso il reparto di diagnostica del Valparma Hospital è possibile sottoporsi ad una colonscopia virtuale e il laboratorio di analisi è in grado di soddisfare ogni richiesta.

Se desideri maggiori informazioni puoi prenotare una visita specialistica, non esitare a contattare il nostro ufficio accettazione.

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