Vitamina D a cosa serve, carenze, eccessi, alimenti

vitamina d copertina articolo

La corretta assunzione della vitamina D incide sul benessere fisico, in particolare perché è una componente fondamentale nel regolare il metabolismo di fosforo e calcio.

Ma visto che la vitamina D viene sintetizzata attraverso l’assorbimento dei raggi del sole, come si può assumere nel periodo invernale? Ci sono degli alimenti che la contengono? 

In questo articolo approfondiamo metodi di assunzione, carenze ed eccessi. 

Cos’è la vitamina D e a cosa serve?

La vitamina D si definisce come un pre-ormone che agisce sul processo intestinale per regolare l’assorbimento del fosforo e del calcio. Ma non solo: contribuisce anche alla regolazione della mineralizzazione delle ossa e svolge un’azione immunostimolante, capace quindi di stimolare il sistema immunitario nella protezione da alcune patologie. 

Attraverso il cibo possiamo ottenere solo una piccola percentuale del fabbisogno di vitamina D giornaliero e la fonte principale di produzione è l’esposizione solare tramite sintesi cutanea. 

Come si forma la vitamina D: alimentazione e sole

La vitamina D si produce nella pelle che, grazie ai raggi del sole, trasforma il deidrocolesterolo in vitamina D3 o colecalciferolo. Ma la vitamina D3 per diventare attiva deve passare nel fegato e poi nel rene. 

Solo il 10-20% del fabbisogno giornaliero di vitamina D può provenire dall’alimentazione: in questo caso i cibi in cui trovarla sono tuorlo d’uovo, carne di fegato, pesci come salmone, sgombro e aringa, burro, latte e alcuni formaggi, verdure a foglia verde come broccolo e cavolo nero e funghi. 

Tutto il restante fabbisogno si forma attraverso l’esposizione della pelle ai raggi solari

In Italia, per mantenere un adeguato livello di vitamina D, è consigliabile esporsi alla luce durante la prima parte della mattinata, da marzo a novembre, per un periodo di 15 minuti, in media 2-3 volte alla settimana.

Carenza ed eccesso di vitamina D

Le categorie più rischio di carenza di vitamina D sono le persone anziane, con una capacità di sintesi cutanea più ridotta, donne in gravidanza o allattamento e persone che soffrono di patologie dermatologiche estese (per cui l’esposizione solare è più complessa). 

La carenza può incidere negativamente sulla calcificazione delle ossa: in caso di diagnosi, il medico curante può consigliare la somministrazione di integratori di vitamina D ad hoc. 

In alcuni casi anche l’eccesso di vitamina D può causare effetti negativi, per esempio una calcificazione diffusa dei vari organi, con episodi di vomito, diarrea e spasmi muscolari.

Per diagnosticare un’eventuale carenza o un eventuale eccesso di vitamina D è sufficiente sottoporsi ad un prelievo di sangue: il paziente deve presentarsi a digiuno.

Presso il laboratorio di analisi del Valparma Hospital è possibile sottoporsi a questo esame: se desideri maggiori informazioni, non esitare a contattare il nostro ufficio accettazione.

Leggi anche: Anemia quali sono i sintomi e come trattarla?