A cura del Dott. Antonio Barbieri specializzato in urologia
Sapere quando effettuare una visita urologica, quali controlli siano realmente indicati e quale sia il corretto ruolo del dosaggio del PSA consente di intercettare precocemente eventuali condizioni cliniche e di orientarsi verso una diagnostica appropriata e personalizzata.
Di seguito, un inquadramento in cinque punti per definire il corretto percorso di prevenzione.
Che cosa si intende per prevenzione urologica maschile e perché non coincide solo con il PSA?
In ambito sanitario, la prevenzione comprende l’insieme di strategie e interventi volti a ridurre il rischio di insorgenza delle patologie (prevenzione primaria), a identificarle in fase precoce attraverso percorsi di valutazione mirati (prevenzione secondaria) e a limitarne l’evoluzione o le complicanze una volta diagnosticate (prevenzione terziaria).
Prevenzione primaria
Alcuni comportamenti incidono in modo significativo sulla salute uro-genitale:
- sospendere il fumo (fattore di rischio rilevante per il tumore vescicale);
- adeguare l’apporto idrico, utile nella prevenzione dei calcoli urinari;
- adottare uno stile di vita attivo e un’alimentazione equilibrata.
Prevenzione secondaria.
È il campo in cui si colloca la maggior parte dei controlli urologici: intercettare una condizione in fase iniziale consente trattamenti più mirati e, spesso, più efficaci.
Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nelle persone di sesso maschil. In questo contesto, il PSA (antigene prostatico specifico) ha un ruolo chiave come strumento di screening e monitoraggio, ma non è sufficiente da solo: va sempre interpretato insieme alla visita urologica, all’anamnesi e agli eventuali esami di secondo livello.
Anche altre condizioni meritano attenzione:
- Tumore del testicolo, diagnosticabile precocemente anche con l’autopalpazione (soprattutto nei giovani adulti);
- Ipertrofia prostatica benigna, che può determinare sintomi urinari significativi se non valutata;
- Disfunzione erettile, talvolta spia di patologia vascolare sistemica;
- Ipogonadismo (riduzione del testosterone), associato a stanchezza, anemia, perdita di massa muscolare e osteoporosi;
- Varicocele, possibile causa di infertilità maschile se non riconosciuto.
La prevenzione urologica maschile è un percorso clinico personalizzato che non si limita al solo dosaggio del PSA, ma punta ad eseguire gli esami più appropriati, al momento giusto, in base al profilo individuale di ogni paziente.
Quando iniziare i controlli urologici e ogni quanto è consigliata la visita specialistica?
Una domanda frequente è: quando fare la visita urologica e qual è l’età dei controlli urologici.
Tra 18 e 25 anni.
Una prima valutazione può essere utile per:
- verificare l’integrità dell’apparato uro-genitale;
- escludere o diagnosticare precocemente un varicocele;
- apprendere la corretta tecnica di autopalpazione testicolare.
Tra 40 e 45 anni (con familiarità).
Chi ha parenti di primo o secondo grado con tumori prostatici, pancreatici, mammari o ovarici dovrebbe anticipare il primo controllo (PSA e visita). La frequenza successiva sarà stabilita in base al profilo di rischio.
Intorno ai 50 anni (senza familiarità e in assenza di sintomi).
Il primo controllo urologico può essere programmato attorno ai 50 anni. Anche in questo caso, sarà lo specialista a indicare ogni quanto fare la visita urologica, in base ai risultati e alla presenza di eventuali sintomi.
Non esiste una cadenza universale: il percorso è sempre personalizzato.
Quali esami fanno parte di un corretto percorso di prevenzione urologica?
Tra i 45 e i 60 anni, soprattutto in presenza di sintomi, gli esami prevenzione urologica possono includere:
- PSA reflex
- Creatininemia (valutazione della funzione renale)
- Esame delle urine
- Testosterone totale
- Ecografia delle vie urinarie con residuo post-minzionale
Questi esami prostata prevenzione consentono di inquadrare in modo più completo lo stato dell’apparato uro-genitale prima della visita specialistica, favorendo una valutazione integrata e appropriata.
Quali sintomi urinari o cambiamenti non devono essere sottovalutati?
Molti disturbi urinari rientrano nei cosiddetti LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms), che comprendono:
Sintomi di svuotamento:
- getto debole o intermittente;
- difficoltà a iniziare la minzione;
- senso di incompleto svuotamento.
Sintomi di riempimento:
- minzione frequente (pollachiuria);
- urgenza minzionale;
- incontinenza da urgenza;
- nicturia (risvegli notturni per urinare).
Altri segnali da non trascurare:
- bruciore durante la minzione;
- dolore inguinale o perineale;
- disturbi dell’eiaculazione;
- stanchezza cronica o calo del desiderio sessuale (possibile carenza di testosterone).
In presenza di questi sintomi è opportuno chiedersi quando andare dall’urologo e programmare una valutazione specialistica, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni.
Perché un percorso di prevenzione urologica personalizzato riduce il rischio di diagnosi tardive?
La diagnosi precoce del tumore della prostata consente strategie terapeutiche più efficaci e, in molti casi, risolutive.
Un ampio studio pubblicato nell’ottobre 2025 sul New England Journal of Medicine, con follow-up medio di 23 anni su oltre 160.000 uomini olandesi, ha evidenziato come lo screening con PSA sia associato a una riduzione della mortalità per tumore prostatico.
Intercettare precocemente una patologia significa:
- trattamenti più mirati;
- minore impatto sulla qualità di vita;
- possibilità di monitoraggio attivo quando indicato;
- riduzione del rischio di complicanze.
Un percorso personalizzato di controlli prostata prevenzione non mira a “fare più esami”, ma a fare gli esami giusti, nel momento giusto, sulla base del profilo individuale.
Conclusione
La prevenzione urologica maschile è un percorso che integra stile di vita, visita specialistica ed esami mirati. Il dosaggio del PSA è uno strumento importante, ma deve essere inserito in una valutazione clinica completa.
Un approccio personalizzato permette di intercettare precocemente condizioni potenzialmente rilevanti e di tutelare la salute nel tempo, con scelte diagnostiche appropriate e proporzionate al rischio individuale.
Fonti e riferimenti scientifici
- European Association of Urology (EAU). Guidelines on Prostate Cancer. Ultimo aggiornamento disponibile.
- US Preventive Services Task Force (USPSTF). Screening for Prostate Cancer: Recommendation Statement. JAMA.
- Schröder FH et al. Screening and prostate-cancer mortality in a randomized European study. N Engl J Med.
- New England Journal of Medicine, ottobre 2025. Studio su screening PSA con follow-up a 23 anni su popolazione olandese.
- European Association of Urology (EAU). Guidelines on Male Infertility and Varicocele.
- World Health Organization (WHO). Tobacco and cancer risk data.


