A cura del Dott. Massimo Conti, specialista in Cardiologia
In che modo il diabete aumenta il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari?
Il diabete, soprattutto quando non ben controllato, rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare di primo livello. L’iperglicemia cronica danneggia i vasi sanguigni, favorisce l’infiammazione sistemica e accelera l’aterosclerosi, il processo che porta alla formazione di placche nelle arterie.
Questo rende le persone diabetiche più esposte a infarto del miocardio, ictus cerebrale, arteriopatia periferica e scompenso cardiaco, anche in giovane età. Inoltre, il diabete tende a “mascherare” soprattutto nei pazienti anziani i sintomi: alcuni pazienti possono non avvertire dolore toracico tipico (angina), rendendo più complessa la diagnosi.
Emoglobina glicata e rischio cardiaco nei pazienti diabetici.
L’emoglobina glicata (HbA1c) rappresenta un indicatore affidabile dell’andamento medio della glicemia negli ultimi tre mesi. Valori di emoglobina glicata correlano con il rischio cardiovascolare con valore predittivo ancora più sensibile della sola glicemia a digiuno. Le linee guida dell’American Diabetes Association consigliano un target di HbA1C <7% con glicemie a digiuno comprese tra 80 e 130 mg/dl con target ancora più basso nei pazienti giovani con lunga aspettativa di vita. Va sempre personalizzato il target che si vuole ottenere sulle coopatologie presentate dal paziente tenendo presente anche l’intensità terapie farmacologiche associate. .
Quali esami clinici o strumenti servono per monitorare il cuore nei diabetici?
Il monitoraggio cardiologico nei pazienti con diabete deve essere completo e continuativo e volto innanzitutto ad elaborare una stima del rischio cardiovascolare globale di eventi a 10 anni con Carte del rischio cardiovascolare (come il punteggio SCORE2 o Progetto Cuore)
Vanno Inoltre programmati una serie di esami cardiologici specifici
- Elettrocardiogramma (ECG) a riposo, elettrocardiogramma da sforzo o test di Imaging cardiovascolare volti a valutare riserva coronarica o anatomia coronarica TAC coronarica , coronarografia se permangono dubbi diagnostici. Risonanza magnetica cardiaca per documentare eventuali episodi di necrosi miocardica pregressa \silente
- Valutazione attenta dei valori pressori anche mediante Holter pressorio
- Esami ematici: colesterolo LDL/HDL, trigliceridi, PCR ultrasensibile
- Valutazione del grasso viscerale e della massa muscolare, attraverso strumenti come la TC metabolica
Un approccio multidisciplinare che integri cardiologia, diabetologia e nutrizione è spesso la chiave per una sorveglianza efficace.
Quali cambiamenti nello stile di vita proteggono il cuore nei pazienti con diabete tipo 2?
Le modifiche nello stile di vita sono il primo e più potente farmaco cardiovascolare. Le più efficaci includono:
- Adozione della dieta mediterranea: ricca di fibre, povera di zuccheri semplici e grassi saturi
- Attività fisica regolare, almeno 150 minuti a settimana di camminata veloce o attività aerobica moderata
- Controllo del peso corporeo, con attenzione al girovita (meno di 102 cm nell’uomo, 88 cm nella donna)
- Gestione dello stress e del sonno, spesso sottovalutati ma fondamentali nel controllo glicemico soprattutto in pazienti obesi con apnee ostruttive del sonno
Anche una riduzione modesta del peso (5-7%) può migliorare sensibilmente i parametri metabolici e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
Ci sono differenze tra uomini e donne negli effetti del diabete sul cuore?
la prevalenza mostra ancora un maggior coinvolgimento del sesso maschile nei giovani e nelle persone di mezza età mezza eta’mentre la prevalenza della malattia tra le donne cresce con l’ età. Le donne con diabete presentano un rischio cardiovascolare più elevato specialmente dopo la menopausa o se la menopausa è stata precoce. Questo accade per diversi motivi:
- Il profilo lipidico peggiora più marcatamente nelle donne diabetiche in menopausa , aumenta il grasso addominale e tendono a crescere i valori pressori
- Spesso si osserva un ritardo nella diagnosi o nella presa in carico dei fattori di rischio. Spesso le donne sono meno aderenti ai trattamenti farmacologici o sperimentano più effetti collaterali degli uomini alle terapie.
- le sintomatologie si presentano piu’ spesso in quadri clinici più sfumati e meno tipici con maggiori difficoltà diagnostiche
Una medicina realmente personalizzata deve considerare le differenze di genere nell’approccio alla prevenzione cardiovascolare nel diabete.
Conclusione: il cuore va protetto con consapevolezza
Il diabete è una malattia sistemica che colpisce in profondità anche l’apparato cardiovascolare. Ma la buona notizia è che gran parte del rischio può essere prevenuto, con un controllo mirato dei parametri, stili di vita adeguati e un monitoraggio integrato che unisca esami tradizionali e comprovati dall’evidenza a strumenti innovativi come la TC metabolica.
Presso Valparma Hospital, il paziente diabetico viene seguito in un percorso coordinato tra cardiologo, diabetologo, nutrizionista e internista, per garantire una prevenzione reale, efficace e su misura.








