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Esami prima di un intervento: quali servono davvero e cosa fa l’anestesista

Anestesista durante la visita preoperatoria con un paziente presso Valparma Hospital

Articolo realizzato in collaborazione con il Dott. Ghirardi, anestesista presso Valparma Hospital.

Prima di un intervento chirurgico è naturale chiedersi quali esami siano necessari e come prepararsi.

Il percorso preoperatorio, però, non è uguale per tutti. Gli accertamenti vengono scelti in base alle condizioni di salute della persona, alle terapie assunte, al tipo di intervento e al rischio perioperatorio.

In questo percorso, la visita anestesiologica rappresenta un passaggio centrale: permette di raccogliere le informazioni cliniche necessarie, pianificare l’anestesia e definire le misure più appropriate per la sicurezza del paziente.

Cosa fa l’anestesista prima di un intervento?

Il ruolo dell’anestesista comincia prima dell’ingresso in sala operatoria.

Durante la visita, lo specialista ricostruisce la storia clinica del paziente e prende in esame:

  • patologie pregresse o in corso;
  • terapie farmacologiche;
  • allergie;
  • precedenti interventi e anestesie;
  • eventuali disturbi comparsi di recente;
  • caratteristiche dell’intervento programmato.

Sulla base di queste informazioni, valuta il rischio anestesiologico e condivide con il paziente la strategia più appropriata, in coordinamento con l’équipe chirurgica. Quando necessario, richiede ulteriori accertamenti o indica interventi utili a ottimizzare le condizioni cliniche prima dell’operazione.

La visita permette inoltre di ricevere indicazioni personalizzate sul digiuno, sulla gestione dei farmaci e sulla preparazione alla procedura.

Quali esami servono prima di un intervento chirurgico?

Gli esami preoperatori vengono prescritti quando il loro risultato può fornire informazioni utili o modificare la gestione anestesiologica e chirurgica.

Le linee guida più recenti sconsigliano l’esecuzione automatica di pacchetti di esami uguali per tutti. Nei pazienti in buone condizioni di salute, sottoposti a procedure a basso rischio, anamnesi ed esame clinico possono risultare sufficienti.

Quando indicati, gli accertamenti possono comprendere:

  • emocromo;
  • funzionalità renale ed elettroliti;
  • glicemia;
  • esami della coagulazione;
  • elettrocardiogramma;
  • altri test individuati in base al quadro clinico.

Gli esami della coagulazione e della funzionalità epatica, in particolare, vengono richiesti in presenza di specifiche indicazioni, terapie o caratteristiche dell’intervento.

Anche l’elettrocardiogramma non è necessario prima di ogni operazione. La sua prescrizione dipende dalla valutazione complessiva del paziente, che considera età, condizioni cardiovascolari, fattori di rischio e complessità della procedura.

Quando servono la radiografia del torace o la visita cardiologica?

La radiografia del torace non fa parte degli esami preoperatori di routine. Può essere richiesta in presenza di sintomi, segni clinici o patologie cardiopolmonari quando il risultato sia utile alla gestione perioperatoria.

Anche la valutazione cardiologica viene riservata alle situazioni in cui può fornire indicazioni rilevanti, per esempio in presenza di cardiopatie, aritmie, sintomi recenti o rischio cardiovascolare elevato.

La scelta degli approfondimenti dipende sempre dalla situazione clinica e dal tipo di intervento.

Come prepararsi all’intervento

Gli esami preoperatori servono a valutare lo stato di salute. La preparazione riguarda invece le indicazioni pratiche da seguire nei giorni o nelle ore precedenti la procedura.

Digiuno

Le indicazioni sul digiuno dipendono dal tipo di anestesia o sedazione, dalla procedura e dalle condizioni del paziente.

In linea generale:

  • i liquidi chiari possono essere consentiti fino a due ore prima dell’anestesia;
  • dopo un pasto leggero sono normalmente richieste almeno sei ore;
  • un pasto abbondante o ricco di grassi può richiedere un intervallo maggiore.

È sempre necessario attenersi alle istruzioni ricevute dalla struttura, perché alcune condizioni cliniche possono richiedere tempi differenti.

Farmaci e integratori

Durante la visita vengono fornite indicazioni su quali farmaci proseguire, modificare o sospendere temporaneamente.

Particolare attenzione viene riservata alle terapie che possono incidere sulla coagulazione, sulla pressione arteriosa, sulla glicemia o sullo svuotamento gastrico.

È importante comunicare anche l’assunzione di integratori e prodotti fitoterapici. Qualsiasi variazione della terapia deve essere concordata con l’équipe.

È possibile affrontare un intervento senza esami preoperatori?

Sì. In una persona in buone condizioni di salute, sottoposta a una procedura a basso rischio, la valutazione clinica può risultare sufficiente senza ulteriori esami di laboratorio o strumentali.

Questo non rende il percorso meno accurato. Significa che, sulla base della storia clinica e delle caratteristiche dell’intervento, non sono emerse indicazioni per ulteriori accertamenti.

Eseguire esami in modo sistematico non aumenta necessariamente la sicurezza e può portare ad approfondimenti o ritardi privi di un reale beneficio clinico.

L’appropriatezza consiste nel richiedere gli esami realmente utili per quella persona e per quella procedura.

Domande frequenti

Devo sospendere i farmaci prima dell’intervento?

Le terapie non devono essere modificate autonomamente. L’anestesista e l’équipe forniscono indicazioni personalizzate sulla prosecuzione o sull’eventuale sospensione dei farmaci.

Si può bere acqua la mattina dell’intervento?

In molti percorsi i liquidi chiari, compresa l’acqua, possono essere assunti fino a due ore prima dell’anestesia. È comunque necessario seguire le istruzioni ricevute.

Che cosa portare alla visita anestesiologica?

È utile avere con sé la documentazione clinica disponibile, i referti recenti e un elenco aggiornato di farmaci e integratori, con dosaggi e orari di assunzione.

Una valutazione personalizzata prima dell’intervento

Il percorso preoperatorio comincia con una valutazione personalizzata delle condizioni del paziente e delle caratteristiche dell’intervento.

Comprendere il ruolo dell’anestesista, sapere perché viene richiesto un esame e seguire le indicazioni ricevute contribuiscono alla sicurezza e alla qualità del percorso chirurgico.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni indicazione deve essere valutata in base alle condizioni cliniche individuali.

Valparma Hospital

Ospedale privato accreditato e convenzionato con fondi sanitari integrativi

📞 0521 8648 — ✉️ accettazione@valparmahospital.it

Fonti scientifiche

  • European Society of Anaesthesiology and Intensive Care, Preoperative assessment of adults undergoing elective noncardiac surgery, 2025.
  • SIAARTI, Le cinque raccomandazioni sul perioperatorio, 2024.
  • European Society of Cardiology, Guidelines on cardiovascular assessment and management of patients undergoing non-cardiac surgery, 2022.
  • NICE, Routine preoperative tests for elective surgery – NG45.
  • European Society of Anaesthesiology and Intensive Care, Perioperative fasting in adults and children.
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