Articolo realizzato in collaborazione con la Dott.ssa Lucia Feldmann Responsabile del Laboratorio Analisi.
Arrivare al prelievo ben preparati non è un dettaglio. È il primo passo per ottenere risultati attendibili e, di conseguenza, per ricevere una valutazione clinica corretta da parte del proprio medico.
Eppure, molti pazienti arrivano al laboratorio dopo aver fatto colazione, non avendo dormito, o dopo una corsa mattutina, senza sapere che questi comportamenti possono alterare significativamente alcuni valori ematici.
In questa guida il Laboratorio Analisi di Valparma Hospital spiega come prepararsi correttamente agli esami di laboratorio: dal digiuno ai farmaci, dall’attività fisica al ciclo mestruale, fino agli errori più comuni che è possibile evitare.
Quanto tempo di digiuno serve prima degli esami del sangue?
Il digiuno è probabilmente la variabile più conosciuta, ma anche quella attorno alla quale esistono più dubbi e imprecisioni.
La regola generale prevede un digiuno di almeno 8-12 ore prima del prelievo. Durante questo periodo è consentito, e anzi consigliato, bere acqua naturale in quantità moderate. Una prolungata disidratazione, anche solo il non bere per più di 8 ore, soprattutto in estate o in ambienti caldi, può modificare i valori di alcuni analiti, come anche il digiuno eccessivo oltre le 24 ore.
Vanno invece evitati, nelle ore precedenti al prelievo: caffè, tè, succhi di frutta, bevande zuccherate o gassate e alcol.
Per alcuni esami, come alcuni profili ormonali o le analisi infettivologiche, il digiuno non è strettamente indispensabile, ma è comunque consigliato alla prima esecuzione. In caso di dubbio, è sempre utile contattare direttamente il laboratorio prima dell’appuntamento.
Farmaci e analisi del sangue: cosa fare?
Questa è forse la domanda più delicata, e la risposta corretta è sempre la stessa: non sospendere mai una terapia in corso senza consultare il proprio medico.
I farmaci non vanno mai sospesi autonomamente. È però importante informare il personale del laboratorio riguardo ai medicinali che si stanno assumendo, poiché alcuni di essi possono influenzare i risultati di specifiche analisi.
Le interferenze dei farmaci sugli esami di laboratorio possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico e non sono sempre completamente prevedibili nella loro entità per via delle variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco.
Alcune indicazioni pratiche
- Terapie croniche (antipertensivi, anticoagulanti, ecc.): generalmente non si sospendono. Vanno sempre segnalate al laboratorio.
- Farmaci ipoglicemizzanti e insulina: assumere farmaci per il diabete senza mangiare, durante il digiuno raccomandato, può causare un evento ipoglicemico. È quindi fondamentale concordare con il proprio medico come gestire la terapia nella mattina del prelievo.
- Integratori (vitamina C, biotina, ferro): alcuni integratori influenzano i risultati e vanno sempre comunicati al personale sanitario.
- Monitoraggio terapeutico: in caso di analisi eseguita per il monitoraggio di un farmaco, è consigliabile effettuare il prelievo prima dell’assunzione della dose successiva, salvo diversa indicazione del medico prescrittore.
Attività fisica prima del prelievo: quanto influisce?
L’esercizio fisico, soprattutto se intenso, può alterare alcuni parametri ematici e urinari in modo significativo.
È opportuno evitare sforzi fisici intensi nelle 12-24 ore che precedono il prelievo.
Una passeggiata mattutina o una leggera attività non compromettono generalmente i risultati. Il problema si pone con allenamenti intensi, corse, sollevamento pesi o sessioni di elettrostimolazione.
Consiglio pratico: se è in programma un prelievo di sangue, comunicare al medico qualsiasi attività sportiva intensa svolta nei giorni precedenti.
Ciclo mestruale e analisi del sangue: quando eseguire gli esami?
Il ciclo mestruale è una variabile biologica rilevante che può influenzare diversi parametri ematici, in particolare quelli legati al ferro, alle piastrine e ad alcuni profili ormonali.
Durante il flusso mestruale è fisiologicamente normale riscontrare:
- Valori di emoglobina e ferritina più bassi, per la perdita di sangue
- Variazioni nei profili ormonali (estradiolo, FSH, LH, progesterone), che dipendono fortemente dalla fase del ciclo
- Lieve aumento delle piastrine in fase di risposta alla perdita ematica
Cosa fare in concreto?
Per gli esami del sangue di routine ( glicemia, colesterolo, trigliceridi ecc.) il ciclo mestruale di solito non rappresenta un ostacolo. È tuttavia utile segnalarlo al momento del prelievo, in modo che il laboratorio possa contestualizzare eventuali variazioni.
Per il profilo ormonale femminile, invece, il giorno del prelievo ha un’importanza determinante: il medico curante o il ginecologo indicheranno il momento ottimale del ciclo in cui eseguire i dosaggi (es. FSH e LH al 3° giorno, progesterone in fase luteale).
Per gli esami delle urine, deve essere evitata la raccolta in corso di mestruazioni. In questo caso è preferibile attendere la fine del flusso, segnalando comunque la situazione al laboratorio.
Gli errori pre-analitici più comuni
Gli errori pre-analitici sono tutte quelle interferenze che si verificano prima che il campione venga analizzato in laboratorio. Sono tra le cause più frequenti di risultati falsati — e spesso del tutto evitabili.
Ecco i più comuni:
1. Non rispettare il digiuno
Mangiare o bere (ad eccezione dell’acqua) nelle ore precedenti altera glicemia, trigliceridi, colesterolo e molti altri parametri. In caso contrario, è fondamentale avvisare il personale del laboratorio, che valuterà se procedere annotando il dato o rimandare il prelievo.
2. Dimenticare di segnalare i farmaci assunti
Un farmaco non comunicato può portare a risultati difficilmente interpretabili e, nei casi peggiori, a ulteriori accertamenti non necessari.
3. Fare attività fisica intensa la mattina del prelievo
Anche una corsa di 30 minuti prima del prelievo può innalzare alcuni parametri in modo significativo.
4. Fumare prima del prelievo
È consigliabile evitare il fumo nelle ore che precedono il prelievo.
5. Presentarsi disidratati
Non bere a sufficienza concentra le sostanze nel sangue e può alterare diversi parametri. Bere acqua naturale prima del prelievo è non solo consentito, ma raccomandato.
6. Stress o agitazione prima del prelievo
Lo stress può alterare ormoni come il cortisolo e la prolattina. Arrivare con anticipo, sedersi qualche minuto prima del prelievo e mantenere la calma contribuisce a risultati più affidabili.
7. Non comunicare il giorno del ciclo mestruale
Come descritto in precedenza, questa informazione è clinicamente rilevante per diversi esami e non va omessa.
Preparazione agli esami delle urine e delle feci: le regole principali
Urine
Per un esame delle urine attendibile è necessario raccogliere il 2° mitto della prima urina del mattino, previa accurata igiene intima. Il campione va consegnato al laboratorio entro 1-2 ore dalla raccolta, conservato in frigorifero se necessario.
Da evitare: raccolta durante il ciclo mestruale, assunzione di vitamina C in eccesso, alcune terapie antibiotiche in corso (comunicarle sempre).
Per gli esami che necessitano le urine delle 24 ore consultare il medico o il laboratorio prima di effettuare la raccolta.
Feci
La raccolta delle feci deve essere in quantità adeguata (una noce) e la consegna fatta nel più breve tempo possibile, in caso contrario il campione può essere conservato in frigorifero per un tempo non superiore alle 48 ore. Per quanto riguarda l’assunzione di farmaci, è necessario consultare il medico o il laboratorio prima di effettuare la raccolta.
FAQ: domande frequenti sulla preparazione agli esami
Posso bere il caffè o tè prima degli esami del sangue? No. Il caffè e il tè, anche amari, sono considerate sostanze voluttuarie che possono interferire con alcuni parametri. È consentita solo l’acqua naturale.
Posso prendere i farmaci la mattina del prelievo? Dipende dalla terapia. Non sospendere mai autonomamente una terapia in corso: consultare il proprio medico e comunicare sempre al personale del laboratorio i farmaci assunti.
Quante ore di digiuno servono per le analisi del sangue? In generale 8-12 ore. Verificare comunque sempre le indicazioni specifiche fornite dal medico o dal laboratorio.
Il ciclo mestruale influisce sugli esami del sangue? Sì, in particolare su ferritina, emoglobina e profili ormonali. È importante segnalarlo sempre. Per gli esami delle urine è preferibile evitare la raccolta durante il flusso.
Posso fare sport la mattina delle analisi? È consigliabile evitare qualsiasi attività fisica intensa nelle 12-24 ore precedenti il prelievo, soprattutto se sono richiesti enzimi muscolari come CPK o LDH.
Ho dimenticato il digiuno: devo ripresentarmi un altro giorno? Non necessariamente. Avvisa il personale del laboratorio: verrà valutato caso per caso quali esami possono comunque essere eseguiti e quali è preferibile ripetere.
Conclusione
Una corretta preparazione agli esami di laboratorio è parte integrante del percorso diagnostico. Non si tratta di burocrazia, ma di un contributo concreto alla qualità e all’affidabilità dei risultati, e quindi alla tutela della propria salute.
Se hai dubbi specifici sulla tua preparazione, in particolare in presenza di terapie croniche, condizioni particolari o esami specialistici, ti invitiamo a contattare il Laboratorio Analisi di Valparma Hospital o il tuo medico di riferimento, che potranno fornirti indicazioni personalizzate.
Per informazioni o per un inquadramento personalizzato è possibile rivolgersi alla struttura o al proprio medico di riferimento.
Fonti scientifiche di riferimento:
- CLSI (Clinical and Laboratory Standards Institute) – Procedures for the Handling and Processing of Blood Specimens, H18-A4
- Weigel K. et al. (2021) – Drug Interferences in Clinical Chemistry – Journal of Laboratory Medicine
- International Journal of Endocrinology (2018) – Hypoglycemic risk in diabetic patients undergoing fasting for laboratory tests
- Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL) – Linee guida preanalitica







